L’amore e il perdono risanano ogni cosa: anche le mie cellule

Ho sempre avuto un certo fascino per il mondo esoterico, per la spiritualità, per le teorie quantistiche e per tutte quelle credenze in esistenze parallele, passate o animistiche. Eppure non l’ho mai sperimentato direttamente e, quelle volte che ci ho provato, non mi è accaduto nulla di particolare. Conosco Elisa da anni e, tempo fa, prima che lei cominciasse a trasformare le sue esperienze in lavoro, ho anche provato insieme a lei e ad altri amici a fare l’ipnosi regressiva. Non riuscii a vedere niente. Chiusi gli occhi: buio. Molto rilassante, spesso fino ad addormentarmi. Non ero scettica, ma – pensavo – forse sono troppo razionale. Oggi credo che il motivo era solo uno: non ne avevo bisogno, non ero ancora pronta o non era arrivato il momento.
Quest’estate ho vissuto un brutto momento. Dopo diverse volte al pronto soccorso mi hanno diagnosticato un problema di salute, non gravissimo ma che comunque mi avrebbe costretta al trattamento chemioterapico. Ero terrorizzata. Non potevo credere che stesse accadendo proprio a me, che improvvisamente la mia vita avrebbe preso una direzione difficile, che avrei trascorso mesi e mesi in ospedale e avrei dovuto cambiare tutti i miei piani, di lavoro e non. Poi, i medici dicevano non fosse grave, ma sentire la parola chemioterapia fa un effetto davvero devastante. Per un mese ho continuato a fare esami su esami, sperando fosse solo un falso allarme. Ma il dottore ormai era sicuro. Bisognava cominciare. Allora chiesi a Elisa di fare una sessione. Credevo molto in lei e nel suo lavoro, ma continuavo a pensare che la mia mente, la mia mania di razionalizzare sempre tutto, non mi avrebbe permesso di farmi aiutare da lei. E invece… la mia ipnosi regressiva è durata ben 3 ore. Non è importante cosa ho visto, anche se non dimenticherò mai l’esperienza in sé perché è vero quando dicono che è diverso dal sogno e dalla fantasia, che te ne accorgi che è vita vera. Vita passata. Te ne accorgi perché le emozioni che provi sono uguali a quelle che hai già sperimentato nella vita reale. Piangi sul serio. Ridi. Sorridi. Senti dentro di te che sta accadendo… o meglio che è accaduto e che lo stai rivivendo. Ho dovuto perdonare. E sono stata perdonata. Ci sono legami che attraversano i secoli, ma anche dolori e blocchi che non si sciolgono per anni. Ho incontrato chi dovevo, ci ho parlato e ho capito. No, non dormivo. Ero sveglia, presente a me stessa. Avevo solo gli occhi chiusi ed ero rilassata. Raccontavo a Elisa man mano ciò che vedevo e lei mi guidava a indagare, a capire e… a “rimodulare”. È una sorta di consapevolezza. Guardi dall’alto ciò che hai vissuto e gli dai un valore nuovo. Né bello né brutto. Né positivo né negativo. Semplicemente, diverso. Non puoi più permettere che il passato abbia peso nel tuo presente.
È stato così. Nei giorni successivi ero così felice. Ero sicura che il male che mi avevano diagnosticato sarebbe andato via. E invece no. Altre due settimane di controlli e il medico che insisteva per iniziare la terapia. Ma io, ci credevo. Troppo per arrendermi. Così, ancora un controllo. Forse l’ultimo. E… magicamente (dico io) i miei valori sono scesi, le mie analisi sono tornate nella norma. Tutto sembrava svanito. Il dottore era felice, ma anche lui non se lo spiegava tanto. “A volte il fisico reagisce da solo”, riuscì appena a dire. Ora sono passati tre mesi, tutti i controlli continuano a essere perfetti. Come se non avessi mai avuto nulla. A chi mi chiede come è successo io rispondo “Non lo so… nessuno se lo spiega… ma se vuoi la mia spiegazione, per strana che ti possa sembrare, io te la do” e inizio a raccontare. Racconto che sono andata nel passato e che ho sistemato le cose. Che l’amore e il perdono risanano ogni cosa. E che cercherò di eliminare la rabbia e l’incomprensione dalla mia vita, per quanto possibile. Io ci sto provando. Ho vissuto quello che molti chiamano miracolo. Io lo chiamo dono. Dono della vita. Di una vita che ho deciso di affrontare senza limiti di spazio e di tempo. Ho avuto sempre fiducia in Elisa e nel suo lavoro. Ma oggi sono così felice nel poter dire che ho toccato con mano cosa è in grado di fare. Sono felice di poter essere grata a una persona che merita amore e riconoscenza. Perché senza il grande amore che custodisce dentro non potrebbe fare quello che fa.
Mariagiovanna.

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